Nel 2025 il nonno della fisarmonicista e compositrice Sara Salvérius ha annunciato il giorno e l'ora della sua morte. Aveva richiesto l'eutanasia e sapeva quindi esattamente quando avrebbe esalato il suo ultimo respiro. Il presagio dell'imminente addio non è stato per Sara solo l'inizio di un processo di lutto personale, ma anche l'inizio di una ricerca della cadenza che dà ritmo a ogni vita: il respiro. Spinta dall'ambizione di - dopo il progetto di successo Pendulum (2024) con il quartetto d'archi Sun*Sun*Sun - scrivere di nuovo per un organico più grande, Sara riunisce ora quattro fiati di diversa estrazione. Insieme esplorano il vento che soffia attraverso i loro strumenti. A volte sul tono malinconico di un'ultima parola sussurrata, a volte con il carattere esuberante di una fanfara. Tra composizione e improvvisazione celebrano la vita, l'addio e la morte. Perché tutto è respiro. Met Sara Salvérius (fisarmonica e composizioni), Jean-Philippe Poncin (clarinetto e clarinetto basso), Sam Vloemans (tromba), Frederik Heirman (trombone), Bertel Schollaert (sassofoni) Coproductie Ha Concerts, Wesp/Merodefestival, Muziekcentrum Track Kortrijk