Lee Miller. Fotografa (di guerra) e giornalista, top-model, cover-girl e alcolizzata. Abusata, vilipesa, adorata e rifiutata. E poi c'è questa foto: "Lee nella vasca da bagno di Hitler". Cosa ha spinto Lee a penetrare nell'appartamento di Hitler e a lavarsi nella sua vasca da bagno? Lo spettacolo inizia nel momento in cui, vestita dei suoi abiti puzzolenti, ancora impregnati degli odori di cadaveri di Dachau, si tiene davanti alla vasca da bagno di Hitler. In un flusso di pensieri, Lee Miller immerge gli spettatori nel suo approccio della fotografia, nel suo sguardo sul proprio corpo e la sua bellezza, così spesso considerati come oggetti. Descrive le immagini di guerra che ha fotografato, il suo combattimento di fronte all'orrore e al saper fare, alla ricerca della bellezza o dell'autenticità, i suoi pensieri assurdi su Hitler e sua moglie Eva Braun, le sue relazioni parigine con gli artisti d'avanguardia, la sua relazione con Man Ray, gli abusi che ha subito, i trattamenti dolorosi, il padre di Lee che la fotografava fin dalla sua più giovane età e gli incubi che la tormentavano. Lee Miller nella vasca da bagno di Hitler non è un ritratto biografico di Lee Miller, ma utilizza diversi momenti della vita di Lee Miller per tracciare il ritratto di una donna nell'ombra di tanti uomini celebri e tristemente celebri. "Volevo realizzare un ritratto che non parli più di Lee, ma di tante donne ridotte al silenzio nella storia dell'arte." — Jan Lauwers • Maarten Seghers (Anversa, 1982) è performer, regista e compositore. Nella sua opera di performance (in particolare Concert of a Band Facing the Wrong Way), Maarten Seghers si confronta con artisti autonomi specializzati nel suono, nel movimento e nelle arti visive. Il dramma dei suoi spettacoli non si gioca nel conflitto psicologico tra i personaggi, ma nella confrontazione fisica tra i corpi dei suoi interpreti e la scrittura musicale. La sua musica comprende composizioni, canzoni e installazioni sonore destinate tanto a produzioni di danza e di teatro quanto a performance-concerti. Dalla sua ricerca dei limiti dell'impegno vocale, musicale e performativo nascono opere per formazione dal vivo, come in "De blinde dichter" (2015) o "Al het goede" (2019), per voce e banda sonora come in "De kamer van Isabella" (2004) o "Billy's Violence" (2021). Scrive peraltro cicli di lieder come "Songs of Disconnection" (2023) per voce e insieme classico contemporaneo, così come la composizione per la mezzosoprano Ellen Rose Kelly e un insieme di cinque musicisti in occasione di "Lee Miller in Hitler's Bathtub" (2025). • Jan Lauwers (Anversa, 1957) è un artista che padroneggia praticamente tutti i medium. Nel corso degli ultimi trent'anni, si è soprattutto fatto conoscere per il suo lavoro teatrale innovatore all'interno della compagnia Needcompany, fondata a Bruxelles nel 1986. Parallelamente, ha realizzato un'opera plastica considerevole, esposta in particolare al BOZAR (Bruxelles) e al McaM (Shanghai). Jan Lauwers ha studiato la pittura all'Accademia delle Belle-Arts de Gand. Fine 1979, ha riunito diverse persone attorno a lui all'interno dell'Epigonenensemble. Nel 1981, questo gruppo si è trasformato in collettivo Epigonentheater zlv (senza direzione), che ha sorpreso il mondo del teatro con una mezza dozzina di produzioni. Lauwers si è così iscritto nel movimento di rinnovamento radicale nelle Fiandre all'inizio degli anni '80 e si è fatto conoscere a livello internazionale. L'Epigonentheater zlv proponeva un teatro concreto, diretto e molto visivo, con la musica e il linguaggio come elementi strutturanti. Ha fondato Needcompany con Grace Ellen Barkey. Il gruppo d'artisti che Jan Lauwers e Grace Ellen Barkey hanno riunito negli ultimi anni è unico per la sua polivalenza. Nel 2001, il compositore e artista di performance Maarten Seghers ha raggiunto Needcompany.