Il giorno dopo la sua partecipazione a Moor Mothers in Einstein on the Beach, lei ritorna per uno spettacolo in duo. Camae Ayewa, nota come Moor Mother, si muove tra poesia, suono e ricerca, e mette a nudo come le storie coloniali continuino ad avere effetto nel presente. Il suo ultimo album The Great Bailout parte dal risarcimento britannico per la schiavitù: un prestito statale, ripagato fino al 2015, che non ha rimborsato le vittime ma i proprietari di schiavi.
Per questa performance forma un duo con il violoncellista Mathis Mayr, attivo nella musica nuova e improvvisata. La sua pratica si muove tra microtonalità, strumenti storici e tradizioni non occidentali. Insieme costruiscono un set in cui voce e corda si incontrano senza una ripartizione fissa dei ruoli: testo, tono e rumore che si influenzano, si spostano e si mettono sotto tensione a vicenda in tempo reale.
La stessa sera è anche il turno di Razen. Il loro ultimo album Stained Glass Starling è stato registrato nel soggiorno di David Poltrock. Nessun suono da studio pulito, nessuna partitura scritta. Registrazioni in un'unica ripresa, con accordi minimi in anticipo. Ciò che si ascolta è attenzione in azione.
Al centro: Brecht Ameel, Kim Delcour e Dick van der Harst, integrati da Berlinde Deman (serpentone) e Paul Garriau (ghironda). Tra misticismo e folk-trance extraterrestre, Stained Glass Starling conduce l'universo dei Razen verso la sua forma più concentrata. La musica viene costruita come lavora un pittore: strato dopo strato, con attenzione al contrasto, alla consistenza e alla sfumatura. Tutte le voci coesistono, in un equilibrio relazionale, affine ai principi del gamelan tradizionale indonesiano. Un'ampia gamma di strumenti, tra cui erhu, tromba marina, kacapi giavanese, armonium e basso a pedale, aprono il campo a nuovi mondi sonori.