Chloe Slater svela con Riot Youth un primo album che cattura gli istanti instabili e febbrili di una gioventù britannica contemporanea, sospesa tra disillusione e necessità di sperare. Attraverso dieci titoli, l'artista traccia un ritratto lucido di una generazione confrontata con le fratture sociali, la cultura digitale tossica, la crisi climatica e una forma di inerzia collettiva di fronte alle derive del capitalismo.\n\nDopo due EP notati, You Can’t Put A Price On Fun (2024) e Love Me Please (2025), Chloe Slater si impone come una voce singolare della scena indie rock, unendo scrittura incisiva e senso dell'inno generazionale. Riot Youth segna una svolta più ampia e poetica, dove le constatazioni frontali lasciano spazio a lampi di lirismo e a ritornelli federatori.\n\nRivelata da una presenza scenica sempre più notata, dalle prime parti di Alessi Rose, Role Model o Courtney Barnett fino ai palchi di Glastonbury e del BRITs Fringe, riunisce oggi una comunità crescente, specialmente sui social network.