Giugno 1943. Jean Moulin, il leader della resistenza francese, viene arrestato proprio mentre sta per unire le forze del Geheime Leger. In Lyon si ritrova faccia a faccia con il capo della Gestapo Klaus Barbie. Ciò che segue è un interrogatorio spietato. Voor Moulin inizia una lotta pesantissima contro la manipolazione e la violenza brutale. La sopravvivenza della Francia libera è appesa a un filo.
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De Hongaarse László Nemes (Son of Saul) sta affrontando un anno produttivo: pochi mesi fa il suo dramma post-seconda guerra mondiale Orphan era visibile da noi, ed è già ora del successivo. Met Moulin si addentra profondamente in temi e narrazioni a lui ben noti. Fino a che punto un essere umano possa e voglia spingersi nella resistenza contro l'oppressione e la crudezzeria assurda – qui sotto forma della Gestapo – è il tema centrale del film e un filo conduttore in tutta la sua filmografia. Wat Moulin chiarisce soprattutto che a Nemes non sono ancora finite le storie da raccontare, e si dimostra ai vertici delle sue capacità anche come regista tecnico. Il film è stato presentato in anteprima a Cannes, dove ha partecipato al concorso ufficiale.