In un paese in cui l'1% della popolazione vive in una situazione irregolare e funge da manodopera sfruttata, un collettivo di donne senza documenti e fiere di esserlo ha, in un impeto fiammeggiante di protesta e di reinvenzione istituzionale, lanciato una campagna elettorale: La Candidate Sans-Papiers. Queste donne, che lavorano più spesso nelle case belghe piuttosto che all'interno delle proprie, per un salario irrisorio o senza retribuzione, si occupano degli anziani e dei malati, badano ai bambini, puliscono le case e gli uffici. Questo «lavoro d'amore» porta in sé la promessa ambigua di un accesso a uno status legale, sollevando al contempo una domanda fondamentale: chi si prende cura di coloro che si prendono cura della nostra società? La Candidate Sans-Papiers è una sfilata di moda sovvertita che mette in scena una serie di modelle su una passerella, ognuna delle quali illustra una diversa forma di oppressione. Insieme, rivendicano un diritto inalienabile a una vita più dignitosa attraverso atti di espressione politica al contempo spirituali e commoventi. Questo momento festoso si inserisce in un percorso più lungo co-animato dall'artista di Bruxelles Anna Rispoli e dalla teorica e attivista queer Nina Ferrante, in collaborazione con collettivi locali e internazionali di donne migranti. Il loro approccio si basa sulla condivisione di strumenti politici, metodologie artistiche, sostegno reciproco e gioia femminista. Presentato alla Commune de Forest, La Candidate fa appello alla nostra solidarietà che, in un'epoca in cui le politiche anti-immigrazione si inaspriscono sotto una morsa fascista, è più urgente che mai.