"Kizuna" è la parola giapponese per connessione. Ma anche per ostruzione e ostacolo. Quel doppio significato lo rende interessante. Al giorno d'oggi siamo costantemente connessi. Ma siamo davvero così connessi l'uno con l'altro?
Nel frattempo, sotto i nostri piedi cresce una rete di cui non siamo a conoscenza. Una rete di fili invisibili che collega sottoterra tutti gli alberi, le piante e i funghi. Si potrebbe chiamare il micelio, quella rete di filamenti fungini, l'internet della flora.
Tim Oelbrandt ti porta in un racconto sulle cose della vita che ci connettono. Ci dà la sensazione di essere tutti connessi. O chiama uno sconosciuto ignaro e lascia il pubblico con un indovinello: quanto può essere bella e preziosa la connessione con uno sconosciuto?
In "Kizuna", Oelbrandt porta con meravigliosi trucchi di magia un racconto magico sulla connessione. Con "Heen en terug" aveva già creato in precedenza uno spettacolo per un pubblico adulto in un ambiente intimo. Con "Kizuna" fa un passo avanti. Combina magia, illusione e teatro in modo magnifico.