Lasse Vonck è stato acclamato come bambino prodigio dalla stampa e dal pubblico da giovane artista.
Trent'anni dopo non è più così.
Che le persone lo abbiano dimenticato con gli anni, lo trova un destino sopportabile, ma è allo sbando; cerca uno scopo, un senso.
In un giorno di primavera senza splendore, Lasse al risveglio è così alienato da se stesso che non sa più bene chi sia.
Non riesce nemmeno più a parlare.
*
Confessie è ispirato al racconto senza tempo e senza pari De Gedaanteverwisseling van Franz Kafka. Delinea un ritratto dell'uomo come protesta silenziosa.
Non ho davvero nulla a che fare con le auto
ma ho fatto uno strano sogno
mi ha tenuto occupato a lungo
riguarda una
-come si dice-
un'auto familiare
Ho nove anni
e mia madre ed io guardiamo fuori dalla finestra
Vediamo un uomo molto muscoloso in canottiera
che smonta una per una
tutte e quattro le gomme
della Citroën BX bianca
di mio padre
poi tira fuori una mazza
e manda in frantumi tutti i finestrini
strappa allegramente tutti i sedili
-davanti e dietro-
a brandelli
strappa via l'autoradio
rompe gli specchietti laterali
estrae il volante
e mia madre guarda
e non fa nulla
e io corro fuori
l'uomo in canottiera è -puff- svanito
e voglio gridare
voglio urlare
ma non ci riesco
non ci riesco di nuovo
difendermi
perché è così difficile
e guardo ciò che resta della Citroën
vedo il posticino dove sedevo sempre
quando partivamo per le vacanze
Nel mezzo del sedile posteriore
così un po' in avanti
tra mio padre e mia madre
gomiti sul lato dei loro sedili
e posso scegliere la cassetta da inserire nell'autoradio
‘dolce piccolo piranha
fammi a pezzi’
Testo e regia: Raven Ruëll
Spel: Bruno Vanden Broecke
Techniek: Gert Van Hyfte
Foto: Fred Debrock
Productie: De Speelman
Spreiding: Jimmie Dimmick