David Crunelle, artista nato a Bruxelles, vive ormai a Turku, in Finlandia. La sua pratica si inscrive nelle tecniche miste, con al cuore del suo lavoro un collage di grande esigenza tecnica, che compone con l'acrilico e la resina epossidica. Tra le sue recenti mostre personali figurano Intarsia (2019), Ordalie (2021) e Hopelessness (2023).
Sapendo che l'arte non ha mai salvato il mondo, David Crunelle si applica a farlo. Nell'ora in cui ci immergiamo ciecamente nel vuoto, sa che i suoi quadri sono lapidi, piuttosto che paracaduti. Le sue opere sono una cortesia della disperazione, una ricerca estetica che ha rinunciato ai grandi discorsi e alle denuncie, una ricerca che non sa che farsene della speranza.
Che attrezzi derisori le forbici, la colla e un ammasso di carta. Che speranza smisurata quella di fare a pezzi il nostro mondo, per riorganizzarne le membra in complessi assemblaggi carichi di senso. Tra geometria tesa e allusioni simboliche, traspare una bellezza reinventata. Poiché la bellezza è del nostro mondo, anche se non avrà la meglio.
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