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Chi ha ucciso il nostro quartiere: Stalingrad - Lemonnier
Evento

Chi ha ucciso il nostro quartiere: Stalingrad - Lemonnier

mar 3 nov 2026 · 19:00
Beursschouwburg, Brussels
Gratis
OSSERVARE LA STORIA DELLE TRASFORMAZIONI URBANE DI BRUXELLES può dare l'impressione di guardare una bambola continuamente tagliata, spostata e poi ricucita: frammenti sventrati, riorganizzati, sacrificati, mentre famiglie e attività vengono alloggiate altrove al variare dei progetti di demolizione. Ma chi ha ucciso il nostro quartiere? La domanda risuona come un'accusa — perché lo è. A Bruxelles, i nostri quartieri popolari sono troppo spesso considerati come spazi disponibili per i progetti e gli immaginari degli altri: visioni concepite dall'alto e imposte in nome dell'urgenza, della necessità o del progresso, mentre coloro che vi abitano sono invitati ad adattarsi, a cedere il passo, o persino a svanire. ATTRAVERSO UNA SERIE DI CONFERENZE-DIBATTITO, DÉRIVE VI INVITA a condurre l'indagine e a considerare la scomparsa di un quartiere non come un evento isolato, ma come un processo. Un processo fatto di piani, demolizioni, permessi in sospeso, ritardi, racconti di esperti e forme di violenza urbana che si inseriscono nel quotidiano. L'ambizione è chiara: rimettere al centro i quartieri direttamente interessati dai grandi progetti territoriali e radicare la riflessione nei luoghi stessi in cui queste trasformazioni prendono forma. E OGGI, DA DOVE INIZIARE SE NON DA Stalingrad-Lemonnier, confrontato con il « cantiere del secolo »: la costruzione della metropolitana 3. 18:30 doors 19:00 conversation starts 20:30 conversation ends 22:00 bar closes ATTO 1 — SCENA DEL CRIMINE (GIO 24.09.2026) Tutto comincia come un giallo che già conosciamo: un quartiere centrale, storico, ritrovato morto sul luogo. Un corpo che richiede un'inchiesta. E se gli abitanti, i commercianti e gli utenti si riunissero per indicare un colpevole? Quali tracce seguirebbero? E potrebbero risalire fino al sistema che si cela dietro questa scomparsa? In questa indagine quasi federale sull'« omicidio » di un quartiere — condotta alla presenza delle sue vittime — diamo la parola alle persone che hanno contribuito a plasmare il quartiere, a costruire la sua identità e la sua reputazione, e che oggi raccolgono le prove della sua scomparsa programmata. Speakers & interventions: Chérine Layachi (moderation) "knows the ins and outs of the struggle in this territory; the organisations, the alliances and the dead ends..." Alice Camerlinckx (inhabitant) "a former resident who tried to document and archive neighborhood life as evidence of..." Siham Lachiri (inhabitant) "if the neighborhood had eyes it would be... a window with a view on Palais du Midi" Marion Alecian (mobility staff member at ARAU) "knows how to translate complex urban dossiers and the bureaucratic whirlwind like the back of her hand..." ATTO 2 — LUTTO (MAR 03.11.2026) Una città non si trasforma mai senza lasciare perdite dietro di sé. Alcune forme di violenza urbana sono immediatamente visibili: sfratti, espropriazioni, demolizioni. Altre sono più silenziose e scompaiono a poco a poco: i legami, i ricordi, le pratiche e i significati che si sono costruiti nel corso del tempo attorno a un luogo. Questo atto si concentra su ciò che scompare quando un quartiere perde progressivamente la sua vita e la sua identità — e sui futuri possibili che svaniscono insieme ad esso. Proseguiamo la nostra indagine sulla « morte » programmata di un quartiere, focalizzandoci in particolare sulle dinamiche di gentrificazione commerciale. Il nostro sguardo va oltre l'attuale progetto della metropolitana per volgersi a una storia più lunga: quella degli espropri che hanno plasmato i dintorni della stazione del Midi. In che modo la pressione, gli spostamenti forzati e la perdita di un'identità di quartiere si rafforzano reciprocamente? Gli stessi meccanismi si ripetono progetto dopo progetto? E come rendere visibili forme di violenza che si installano lentamente, fino a diventare quasi invisibili? Speakers & interventions: Chérine Layachi (moderation) "living above her parents’ shop on boulevard Lemmonnier; the struggle to defend the neighborhood identity hits close to home, which she takes on through multiple roles ..." Mae de Monchy (moderation) "a critical geographer who collects small traces – files, forms, testimonies – that might one day become clues that help interpret who …" Abdellali Hajjat (GERME Université Libre de Bruxelles) "passing the street daily, he was in a great position to map the movements of shops and analyse urban transformation from a sociological angle, attuned to discrimination" Nour Eddine Layachi (association de commerçants Stalingrad-Lemonnier) "as founder of a local shopkeepers’ union he knows the daily grind of the commerces and can shed light on how to represent and defend their fate one storefront at a time" Gwennaël Brees (historian & filmmaker) "inhabitant of a neighbourhood notorious for resisting expropriations and evictions… and like the Marolles itself, a rumoured documenter of local urban struggles in Brussels" Siham Ennajjary (performer) In her solo performance “Sab’r,” Siham explores patience, endurance and the memory of a body that carries multiple heritages. A body shaped by what came before it, seeking to reclaim, transform and redefine itself. ATTO 3 — RESURREZIONE/ SOPRAVVIVENZA (MAR 15.12.2026 Cosa resta una volta compiuti i danni? Cosa si può ancora difendere, riparare o reinventare? In quest'ultimo atto, passiamo dal lutto all'azione. Non nell'illusione di poter far tornare il passato, ma con una domanda in mente: quali forme di vita urbana possiamo ancora costruire, proteggere e difendere oggi? Il futuro del Palais du Midi si gioca attualmente tra le mani della Ville de Bruxelles, della STIB e della Région de Bruxelles-Capitale. I progetti ipotizzati minacciano di far sparire un luogo sociale essenziale del quartiere: uno spazio per i giovani, le scuole, i negozi locali e le associazioni sportive. Parallelamente, il futuro del progetto di mobilità rimane incerto. Il progetto giustifica davvero i danni materiali e immateriali che rischia di generare? E cosa significa decidere del futuro del Palais du Midi senza un vero spazio per la partecipazione, la discussione e la contestazione? In quest'ultimo atto, mettiamo al centro il patrimonio sociale del Palais du Midi: i legami, le pratiche e le forme di vita collettiva che esistono già oggi tra le sue mura. Ci chiediamo come le persone che fanno vivere il luogo possano realmente prendere parte alle decisioni che riguardano il suo futuro. Interroghiamo la mancanza di trasparenza e il modo in cui i principali utenti del Palais du Midi rischiano di perdere il loro posto. Ma vogliamo anche guardare oltre la perdita. Cosa possiamo ancora difendere? Come possiamo organizzarci? E come immaginare insieme un altro futuro per questo luogo — un futuro per il quale possiamo poi mobilitarci e lottare? Speakers & interventions coming soon-ish
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