Orchestrata dalla pianista Claudine Simon, questa pièce ibrida – da qualche parte tra concerto, teatro d’ombre e installazione plastica – sollecita sottilmente l’immaginario dei piccoli e dei grandi con un’ingegnosità ludica intrisa di grazia poetica.
Musicista polivalente, pianista e improvvisatrice, Claudine Simon – la cui pratica mobilita tutte le risorse del piano – esplora un campo artistico all’incrocio di diverse discipline (musica, danza, teatro, arti visive). Visibile da tutto il pubblico a partire dai 6 anni, la sua nuova creazione, Un pays supplémentaire, invita a osservare un piccolo treno che circola sul palco tra oggetti provenienti dal piano (tasti, martelletti…) o che permettono di «prepararlo» (molletta, spazzola…). Ingegnosamente suggestivo, questo dispositivo scenico produce suoni e, attraverso vari effetti di luce, genera ombre lungo tutto il percorso. Stimolando così l’orecchio tanto quanto l’occhio, la pièce affila la percezione dei piccoli come dei grandi e attiva con finezza il loro immaginario.
Per gli allievi, questo concerto è un’occasione unica di:
Scoprire come il suono può essere prodotto in modo inventivo a partire da uno strumento trasformato e oggetti del quotidiano
Esplorare il legame tra musica, luce e movimento, e comprendere come diverse discipline artistiche possono dialogare
Sviluppare l’immaginario e l’ascolto attivo osservando un’opera che stimola allo stesso tempo l’orecchio e lo sguardo