Per sedici mesi, Abbas Fahdel film il Libano del Sud, prima sotto i bombardamenti israeliani, poi al momento del ritorno. Con sua moglie, l'artista Nour Ballouk, e la loro bambina, ritrova villaggi sventrati, case in rovina, vicini, morti, alberi carbonizzati. Ma \"Tales of the Wounded Land\" rifiuta le immagini spettacolari della guerra. Si sofferma su ciò che essa si lascia dietro: paesaggi diventati estranei, oggetti spostati, gesti quotidiani che riprendono, bambini che continuano a giocare. Frammenti di poesie scritti durante gli attacchi accompagnano questo diario familiare in cui l'intimo si mescola incessantemente alla Storia. Dopo \"Homeland: Iraq Year Zero\", Fahdel filma ancora una volta molto da vicino i suoi cari, con una semplice attenzione agli esseri e ai luoghi. Come se filmare permettesse, se non di riparare, quantomeno di trattenere qualcosa di ciò che la guerra cerca di cancellare.