L'elettronica fragile del nuovo EP Never Again di Niels Orens e l'avant-pop crudo del disco di debutto SCHADE di TJE si fondono in Club Wintercircus.
Preparati per un'esclusiva double bill di due degli atti più affascinanti della scena alternativa belga: Niels Orens e TJE. Insieme conquistano Club Wintercircus per una serata che bilancia sul filo del rasoio tra emozione organica ed elettronica pulsante. Entrambi gli atti sono già stati su De Koer, ora tornano per conquistare completamente Club Wintercircus.
La serata viene aperta dal produttore elettronico e performer dal vivo Niels Orens. Orens è noto per i suoi paesaggi sonori che superano i confini in cui trasforma strumenti acustici con sintesi analogica e deep breakbeat. Con il suo recente EP Never Again sotto il braccio, traduce temi come isolamento e malinconia in un'esperienza dal vivo fisica e immersiva. Aspettati un viaggio ammaliante che passa tra silenzi fragili e introspettivi e intense linee di basso profonde.
Successivamente è il turno di TJE, il trio belga che dopo un posto sul podio nell'Rock Rally di Humo e un'estate di festival impressionante (tra l'altro Best Kept Secret, Lokerse Feesten) è sulla buona strada per una svolta internazionale. Armati del loro nuovissimo disco di debutto SCHADE, secondo la stampa il disco da tenere d'occhio quest'anno, TJE porta un melting pot inafferrabile di avant-pop malinconico, post-rock sperimentale ed elettronica pulsante. Frontvrouw Lindy Versyck ammalia il pubblico con la sua voce (pensa a una Björk sognante ma minacciosa), supportata da un muro di linee di basso e chitarra ipnotiche.
Due atti che cercano ciascuno a modo proprio la tensione tra intensità e vulnerabilità.
TJE
Dopo che TJE si è fatta strada nell'ultimo anno fino a diventare talk of the town nel proprio paese, il trio belga punta quest'anno a non meno di una svolta internazionale. Aiuterà senza dubbio: il disco di debutto SCHADE, secondo tra gli altri De Morgen uno dei dischi del 2026.
TJE è composto da Lindy Versyck (voce), Melvin Slabbinck (chitarra, batteria) e Klaas Leyssen (basso), che oltre a TJE esplorano anche altri orizzonti musicali: Versyck appare regolarmente con Arsenal e Meltheads, Slabbinck suona la batteria con Kaat Van Stralen e Leyssen guida la punk rock band The Yummy Mouths. Aggiungi ancora: Pieter-Jan Decraene, che come co-writer e produttore è un anello importante nel processo creativo e può essere tranquillamente chiamato il quarto membro della band. Insieme fondono i loro background musicali e influenze in un suono unico che è tanto contagioso quanto indefinibile. Sul confine tra intenso e vulnerabile, TJE suona tanto crudo quanto stratificato, alla ricerca di tensione tra melodia ed esperimento. Bilanciando tra elettronica, avant-pop malinconico e post-rock sperimentale, con un focus su atmosfera ed emozione. Un melting pot che funziona e dal vivo risulta in un viaggio intenso, ipnotico e memorabile. Chiedi tra gli altri a Best Kept Secret, Lokerse Feesten, Reeperbahn, Fifty Lab e Left of the Dial, dove nel 2025 hanno messo in scena ogni volta un'esibizione impressionante.
La storia di TJE è iniziata nel 2023 con l'EP IDOLS e ha preso il volo alcuni mesi dopo con un terzo posto nell'Rock Rally di Humo. I primi passi stranieri sono stati fatti e dopo un passaggio riuscito al festival showcase Focus Wales è stato aggiunto un mini tour nel Regno Unito. I singoli ‘This Is’ e ‘Always Hardening’ (entrambi anche sull'album) spianano la strada a Radio 1 e StuBru, influenti stazioni indie in Francia/Paesi Bassi e streamer, e TJE ottiene la copertina Spotify di Indie Update. Il loro basso ipnotico, l'elettronica pulsante e la voce ammaliante di Versyck che si mantiene a metà tra una Björk sognante/minacciosa e FKA Twigs, piacciono.
Con un minimo di strumenti TJE raggiunge un massimo di impatto e tocca i confini degli strumenti, alla ricerca di dissonanza e attrito musicale. Ci riesce con successo in un debutto che colorerà il 2026.
NIELS ORENS
Niels Orens è un produttore e performer dal vivo belga che fa sfumare senza sforzo i confini tra strumenti acustici e produzione elettronica. Nella sua musica non si tratta di strutture di canzoni tradizionali, ma di un focus profondo su texture, spazialità e design sonoro stratificato. Deformando suoni organici con sintetizzatori e processing, crea paesaggi sonori coinvolgenti influenzati da breakbeat e deep bass. Il risultato? Musica elettronica che è tanto fisicamente percepibile quanto profondamente umana.
Il suo percorso artistico è strettamente legato alla grandezza elettronica Max Cooper. Ciò che è iniziato come uno stage, ha portato a un contributo all'album Unspoken Words di chi e un ruolo chiave nel prestigioso progetto SEME — una moderna reinterpretazione elettronica della musica classica italiana che è stata ascoltata tra l'altro nel Londense Barbican e al Salzburg Easter Festival. All'inizio del 2025 Orens ha sigillato questa collaborazione con un feature sull'album On Being di Cooper. Inoltre nel 2025 ha composto insieme ai Soulwax la colonna sonora per la produzione teatrale Inhale Delirium Exhale van Miet Warlop, in cui ha suonato anche dal vivo.
Come artista dal vivo Orens ha costruito negli ultimi anni una reputazione fortissima con circa 50 spettacoli sparsi per l'Europa. Ha condiviso il palco con nomi altisonanti come Forest Swords, Rival Consoles e Weval. Dopo un tour belga di successo con il suo spettacolo dal vivo audiovisivo nel 2024, sono seguite nel 2025 le pietre miliari assolute: uno spettacolo headline tutto esaurito all'AB Club di Bruxelles e due concerti tutto esaurito nel Amsterdamse Concertgebouw durante ADE.
"Orens si trova all'incrocio tra elettronica sperimentale, bassi profondi e breakbeat. Il suo lavoro invita a un mondo in cui il suono diventa un portatore di riflessione, tensione e la bellezza latente della malinconia."
Con il suo ultimo colpo, l'EP Never Again (aprile 2026, Off Corner Records), Orens fa sentire come ha trasformato periodi di isolamento e introspezione in composizioni stratificate e ritmiche. Ispirato da atti come Yves Tumor, Burial e James Holden traduce temi come solitudine e inquietudine interiore in breakbeat rotti, una pressione di basso penetrante e melodie fragili. È musica inafferrabile, che supera i generi, che bilancia senza sforzo un'intensità cruda con momenti di silenzio sereno.