Dimentica le ragazze pop patinate. Emmy d’Arc è di un altro calibro. Mentre le sue coetanee giocavano ancora con le bambole, Emmy de Playstation cantava a squarciagola con Singstar e reclamava la sua prima chitarra. La missione era già chiara allora: salire sul palco. Non per compiacere, ma per dominare. Ciò che seguì fu una crociata durata quindici anni attraverso più di 450 palchi. Dai sudati club di concerti al terreno sacro di Pukkelpop, Gent Jazz e Rock Werchter.\nIl suo suono? Un ibrido di cantautorato intimo, pop e power rock radioso che implora un'arena. Armata di una chitarra, un pianoforte, una loop station e una voce che può lenire come un cerotto e colpire come un maglio, crea da sola un muro di suono di cui molte band al completo sarebbero gelose.\nEmmy d’Arc non è più una promessa. È un fatto compiuto. Ed è venuta per vincere.\nSarà presto, tra l'altro, alla Ancienne Belgique e al Werchter Boutique. Siamo orgogliosi che venga anche a Pelt!