Questo evento si inserisce nel quadro del programma di concerti BRDCST, un faccia a faccia tra artisti fuori dal comune e un pubblico avido di scoperte. Un viaggio attraverso una musica che disturba, sorprende e segna durevolmente gli spiriti. Nato in Bhutan, il chitarrista Tashi Dorji vive e lavora oggi ad Asheville. Si è ritagliato un posto a parte nell'avanguardia contemporanea. La sua musica nasce nell'istante: cruda, intuitiva e senza compromessi, oscillando tra silenzio ed esplosione. La sua ricca discografia da solista comprende in particolare Stateless (2020) e We Will Be Wherever the Fires Are Lit (2024). Più tardi quest'anno, ha pubblicato il suo nuovo album elettrico Low Clouds Hang, This Land Is on Fire su Drag City, segnando una nuova tappa in un'opera in costante evoluzione. Inoltre, Dorji forma la metà di Manas, un duo con il batterista Thom Nguyen, e cofondatore del trio di free jazz KUZU, al fianco del sassofonista Dave Rempis e del batterista Tyler Damon. Ha collaborato con un impressionante ventaglio di artisti, tra i quali Mette Rasmussen, Susie Ibarra, Efrim Manuel Menuck, Alex Zhang Hungtai, John Dieterich, Audrey Chen, Joe McPhee e, più recentemente, Tony Buck, Terrie Ex, Andy Moor, il bassista John Edwards e il batterista Steve Noble. Che suoni da solo o in collettivo, il gioco di Dorji è ancorato nelle accordature alternative, la prepared guitar e l'espressione spontanea, incarnando l'attenzione radicale, la resistenza e la trasformazione collettiva. Non aspettatevi pezzi o strutture, ma un'esperienza di ascolto intensa dove tutto è in gioco. Jean DL è un musicista e videoartista che affronta il suono e l'immagine in modo singolare. La sua musica crea paesaggi sonori onirici ed evocativi, mentre i suoi film suscitano emozioni attraverso una struttura musicale. Ama esplorare il lato organico della musica, prestando particolare attenzione allo spazio, all'acustica e all'improvvisazione. Le sue collaborazioni con, tra gli altri, Julia Kent, Farida Amadou e Lee Ranaldo testimoniano l'ampiezza della sua rete artistica. Jean D.L. evolve così all'incrocio tra suono, immagine e immaginario.