In Nature of Us, Ataneres ti porta in un viaggio audiovisivo mozzafiato attraverso il ciclo della vita. Acqua che scorre, fuochi che covano, foreste dense e cieli aperti formano la tela visiva contro cui si svolge la storia umana. In questo progetto interdisciplinare, i quattro elementi della natura sono legati a quattro fasi della vita: il Flow of Becoming, il Spark of Identity, il Grounding of Purpose e il Breath of Reflection.\nLa musica in Nature of Us forma un flusso di emozione e tranquillità: dall'intimità calda e pulsante di Our Reflection and Whispers di Max Richter, attraverso il profondamente religioso Cantus and Giovanni Sollima di Arvo Pärt, i vibranti Violoncelles, Vibrez! fino alla crescita organica del suono in Root to Leaf di John Metcalf. Caroline Shaw lascia danzare la luce attraverso le foglie in The Beech Tree, Joep Beving porta un senso di calma introspezione in Hanging in D, e Ólafur Arnalds cattura la fragilità del momento in Momentary. Insieme, creano un paesaggio sonoro che respira, si muove e tocca l'anima.\nLe immagini e la musica sono sincronizzate dal vivo: ogni fotogramma, ritmo e respiro nella musica è meticolosamente rispecchiato – o sottilmente contrastato – dalle immagini. Alongside Ataneres, il veejay Karen De Meyer\nsegue da vicino il direttore d'orchestra. In questo modo, ogni concerto diventa una performance vibrante e dinamica, unica per il momento e molto lontana da una proiezione cinematografica standard.\nNature of Us non è un concerto tradizionale, ma una riflessione sensoriale sulla nostra transitorietà e sulla nostra connessione con la natura. In un mondo in cui stiamo diventando sempre più alienati da noi stessi e dal nostro ambiente,\nquesto concerto ci invita a fermarci e riflettere – non con un severo rimprovero, ma con un sussurro gentile e sottile.\nProgramme
Max Richter, Our ReflectionArvo Pärt, Cantus in Memoriam Benjamin BrittenGiovanni Sollima, Violoncelles, Vibrez!Max Richter, WhispersJohn Metcalfe, Root to LeafCaroline Shaw, V. The Beech TreeJoep Beving, Hanging in DÓlafur Arnalds, Momentary