L'artista polistrumentista ritorna con nuove canzoni e vince la scommessa di attraversare il tempo con eleganza navigando nell'oceano della canzone francese alternativa, all'incrocio di territori e sonorità. Un mix di generi (tra pop, rock, elettronica e canzone) e un'originalità che le è propria, una creatività matura e completa, una scrittura che lascia il segno, una voce che si ricorda, un disco attuale che rinnova e unisce i diversi stili e temi esplorati in questi suoi primi cinque album, con qualcosa in più. Marie Warnant si reinventa in ognuna delle sue avventure. Per questa, si diverte a suonare tanto le chitarre quanto le tastiere, il pianoforte, il basso elettronico, le programmazioni ritmiche e mescola abilmente e a modo suo influenze e riferimenti. È serio, profondo o leggero ma mai sfumato. Marie Warnant firma i testi, le musiche, gli arrangiamenti, la produzione e si circonda per alcuni brani di Cédric Van Caillie per il basso e la chitarra, di Denis Baeten per la batteria, di Vincent Liben per gli arrangiamenti d'archi nel brano "Gigi", dei musicisti capoverdiani Lucelino Neves e Nadia Duarte nella canzone "La mer, ma mère" o del suo compagno di Ghent "nyxtapien" Mirko Banovic per il remix del suo brano di successo "Bruxelles". Au Jardin di ma Sœur, si esibisce con eccellenti musicisti che l'hanno accompagnata durante la creazione dei suoi nuovi brani... Cédric Van Caillie e Joachim Poitevin. L'artista polistrumentista ritorna con nuove canzoni e vince la scommessa di attraversare il tempo con eleganza navigando nell'oceano della canzone francese alternativa, all'incrocio di territori e sonorità.
Nell'ambito del Festival BXL sur Scènes 2026.