Dopo il suo disarmante spettacolo ELENA (2015), Elena Peeters in Johnyboy racconta di un viaggio on the road che ti prende per la collottola.
Tre anni dopo il suo pellegrinaggio a piedi verso Roma, torna a cercare la connessione, in un modo un po' meno evidente. Questa volta niente pellegrinaggio, bensì una visita alla prigione di massima sicurezza del Texas. Lì ha incontrato tre amici di penna: uno ha ricevuto l'ergastolo e gli altri due la pena di morte. "Chi ha il diritto di decidere sulla vita di qualcuno?", si chiede la regista teatrale. "Cerco soprattutto di mostrare ciò che ho visto e porto i miei stessi dubbi all'interno dello spettacolo."
Johnyboy è un monologo formidabile e una ricerca di bellezza e risposte.
È possibile scrivere a un detenuto statunitense condannato a morte o all'ergastolo tramite Stichting Inside-Outside.
Credits
Tekst e interpretazione: Elena Peeters
Coaching: Suzanne Grotenhuis
Dramaturgie: Sebastian Müngersdorff, Rosa Vandervost
Scenografie: Berten Vanderbruggen
Lichtontwerp: Sander Salden
Soundtrack: Tom Tiest
Affiche: Alexander Daems
Productie: SLAK
Coproduzione: de Warande, De Nwe Tijd e hetpaleis