Come costruirsi quando non si è state desiderate?
Si può davvero sfuggire alle ferite della propria infanzia?
Due sorelle. Una storia comune. Due visioni del mondo. Ricordi che si oppongono e ferite che non si sono mai richiuste.
Marina e Audrey si ritrovano. Quello che avrebbe potuto essere un semplice incontro diventa un faccia a faccia di rara intensità, in cui le parole diventano armi, i silenzi acquistano pieno significato e i ricordi del passato riemergono con violenza.
Ma SŒURS, di Pascal Rambert, va ben oltre la storia di due donne.
Attraverso la loro contrapposizione, l'autore ci trascina in una riflessione profondamente umana sulle questioni che attraversano la nostra esistenza.
Come modella la nostra infanzia gli adulti che diventiamo?
Come accompagnare l'invecchiamento e la fine della vita dei nostri genitori?
Come può il nostro sguardo sui rifugiati, l'esilio e le ingiustizie del mondo allontanarci da chi ci è più vicino?
E soprattutto, i legami di sangue possono resistere alle differenze, alle ferite e alla rabbia?
Interpretato da due attrici, Anne-Catherine Grave e Nikita Adamski, per la regia di Joffrey Roggeman, SŒURS è una vera e propria performance teatrale, fisica ed emozionale, in cui la potenza del testo di Pascal Rambert acquista tutta la sua dimensione.
Dopo più di dieci rappresentazioni in Lussemburgo, al Théâtre de Liège e nei Hauts de France, SŒURS arriva a Bruxelles, al Théâtre Marni.
Uno spettacolo intenso, senza concessioni, che interroga il nostro rapporto con l'infanzia, la famiglia, gli altri e il mondo.